
Una tradizione
ripresa in mano.
La storia, i valori e il territorio della nostra distilleria - in un'unica lunga narrazione. Dai primi alambicchi domestici del Settecento alla mano che oggi continua a decidere, di persona, ogni singola cotta.
Un filo
che non si è mai spezzato.
A Santu Lussurgiu la distillazione è documentata dagli anni Settanta del Settecento. È una comunità di pietra sul versante sud-orientale del Montiferru, a metà strada tra Oristano e Bosa. Il vino nasce sui pendii; dal vino e dalla vinaccia si ricavano le acquaviti della casa, a partire dall'Abbardente.
Sul finire dell'Ottocento fu il Cognac di Nicolò Meloni, di Santu Lussurgiu, a conquistare fama internazionale. Il Brandy di Sardegna De Monterra raccoglie oggi quell'eredità: sette anni di affinamento in botti di rovere, presentato in cofanetto di legno.
Poi il filo si è interrotto per quasi un secolo. Nel 2003 nascono le Distillerie Lussurgesi, impresa familiare, e quel filo lo riprendono da capo: stesso metodo, stessa pazienza, ogni fase realizzata manualmente.
Le origini
Risalgono agli anni Settanta del Settecento le prime testimonianze di attività distillatoria a Santu Lussurgiu: piccoli alambicchi di rame, un mestiere che passa di casa in casa.
Il professor Meloni
Sul finire dell'Ottocento è il Cognac di Nicolò Meloni, di Santu Lussurgiu, a conquistare fama internazionale.
Il filo si interrompe
Guerre, emigrazione e nuove regole sulla distillazione domestica fermano la tradizione per quasi un secolo.
Il fuoco riacceso
L'impresa familiare Abbardentes viene fondata per riprendere il filo interrotto dal Novecento - con lo stesso metodo, lo stesso rame, la stessa lentezza.
Le Distillerie Lussurgesi
Cinque famiglie, lavorazione manuale in ogni fase, alambicchi in rame alimentati a vapore. Un ponte fra tradizione e ricerca aperto a chi vuole visitarci.
Il Cognac di
Nicolò Meloni.
Fu il suo Cognac, sul finire dell'Ottocento, a portare Santu Lussurgiu alla fama internazionale: l'etichetta storica ricorda lo Speciale Diploma di Benemerenza di Roma 1896. Il Brandy di Sardegna De Monterra ne raccoglie oggi l'eredità.


Fedeli
al rame e al gesto.
Non è folklore, è metodo. Metodo discontinuo, alambicchi di rame a vapore, lotti piccoli, decisioni prese di persona, bottiglie numerate. Vogliamo distillare poco, benissimo, e saper spiegare a chi apre la bottiglia esattamente cosa ha fra le mani.
Manualità
Ogni cotta è seguita di persona dal mastro. Nessuna automazione decide al posto suo.
Metodo
Distillazione discontinua in alambicchi di rame a vapore. Più lenta, più costosa, più fedele.
Territorio
Solo uve e vinacce del Montiferru. Le nostre botaniche crescono nel raggio di pochi chilometri.
Lotti
Serie limitate, bottiglie numerate a mano. Chi la apre sente la presenza di chi l'ha fatta.
Un ponte fra tradizione
e innovazione.
Nel laboratorio il tempo sembra sospeso. La scelta di aderire integralmente a metodi manuali non è folklore: è un atto di fedeltà alle radici e una garanzia di qualità. Fra alambicchi lucenti, botti di rovere e tini di acciaio, ogni gesto è un ponte fra passato e presente.
Al cuore della distilleria c'è il metodo discontinuo, con alambicchi in rame alimentati a vapore. Più lento, più costoso, più faticoso - l'unico modo che conosciamo per un distillato che sappia ancora di terra, di frutto, di mano umana.





Il mestiere
dell'abbardentaiu.
Carlo Pische è l'abbardentaiu: il distillatore. Il metodo è discontinuo, gli alambicchi in rame sono alimentati a vapore, e ogni passaggio viene seguito di persona.
È il momento del taglio a decidere il carattere del distillato: testa e coda si scartano, il cuore si tiene. Da lì in avanti contano solo il riposo e il tempo.
Le Distillerie Lussurgesi sono un'impresa familiare. Attorno agli alambicchi lavora una squadra che accoglie chi arriva, cura il punto vendita aperto sette giorni su sette e porta avanti la produzione insieme a Carlo.

Montiferru,
vulcano spento.
Il Montiferru è un massiccio vulcanico spento che si alza fra l'altopiano di Abbasanta, la Planargia e il Mar di Sardegna. Una terra arcaica di pascoli alti, sorgenti fredde, foreste di leccio e sughera, dove il vento porta profumo di mirto, elicriso e bosco bagnato.
Santu Lussurgiu è a 500 metri di altitudine, sul versante che guarda Oristano. Un borgo di pietra basaltica, di vicoli ripidi e di mestieri antichi - maniscalchi, sellai, casari, abbardentaius. Una comunità che non ha mai del tutto smesso di lavorare con le mani.
