Distillerie Lussurgesi
Distillerie Lussurgesi
Sa Carrela 'e Nanti: cavalieri mascherati al galoppo fra le case e il pubblico di Santu Lussurgiu

Montiferru,

tra Oristano e Bosa.

Siamo sul versante sud-orientale del massiccio vulcanico del Montiferru. Non esiste un nostro distillato che non cominci qui.

Un villaggio

nato dalle sorgenti.

Intorno all'anno Mille, alle falde del Montiferru, la presenza di sorgenti favorì la nascita di un villaggio accanto alla chiesa dedicata a San Lussorio, oggi Santa Croce. Il suo altare fu consacrato nel 1185 dal vescovo di Bosa.

Nei secoli successivi il paese cresce di prestigio grazie a figure della Chiesa, della politica e a famiglie lussurgesi istruite e benestanti. Dal 1478 arrivano i Frati Minori Osservanti e, con il sostegno di San Bernardino da Feltre, nascono il convento e la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Ma è con i moti antifeudali del 1796-1803, guidati da Giovanni Maria Angioy, che Santu Lussurgiu si fa notare nel Regno di Sardegna: i documenti dell'epoca lo descrivono come un paese fiorente, economicamente e socialmente.

Le mani del distillatore al lavoro sull'alambicco
Il lavoro in distilleria
Il carico delle vinacce nell'alambicco in rame
Il carico dell'alambicco

L'economia

plasmata dall'acqua.

Negli ultimi due secoli l'economia lussurgese è stata plasmata dall'acqua. I numerosi torrenti resero possibili mulini e gualchiere azionati dalla forza motrice dell'acqua. I pascoli permisero l'allevamento ovino e bovino, che tra Ottocento e Novecento divenne l'attività principale del paese.

L'artigianato ha avuto un ruolo altrettanto importante: fornendo utensili e manufatti, ha sostenuto tutto il mondo agropastorale. Dopo la Seconda guerra mondiale l'emigrazione ha svuotato il paese, che oggi conta poco più di 2.600 abitanti.

Gli ingredienti

crescono da soli.

Mirto, elicriso, finocchietto, liquirizia, corbezzolo: la macchia mediterranea del Montiferru non è un paesaggio da cartolina, è una dispensa.

Le bacche di mirto usate per i nostri liquori si raccolgono a mano nel Montiferru. Frutti, fiori e radici vengono poi portati a maturazione con una macerazione alcolica di varie settimane.

Bottiglia di liquore di mirto Judu
Il mirto della macchia, raccolto a mano
Vinacce del Montiferru
Vinacce fresche di conferimento

Vino, vinaccia,

scorza d'agrume.

Si distillano prevalentemente vini bianchi freschi e varietà a bacca rossa, scelti per struttura e qualità organolettiche. Le vinacce arrivano fresche dai produttori delle zone interne dell'isola e vengono lavorate subito, perché la buccia non aspetta.

Poco più a valle comincia la pianura di Oristano: da lì vengono i limoni delle nostre macerazioni, con scorze spesse e oli essenziali generosi.

Sa Carrela

'e Nanti.

A carnevale, nel vicolo del centro storico, si corre Sa Carrela 'e Nanti: cavalli lanciati al galoppo tra le case, davanti a tutto il paese. È la corsa equestre che dà il nome a una delle nostre linee, ed è il momento in cui Santu Lussurgiu mostra com'è fatto davvero.

I due cavalieri mascherati affiancati durante Sa Carrela 'e Nanti
Sa Carrela 'e Nanti

Piccolo glossario

lussurgese.

Abbardente
Acquavite di vino, il distillato storico di Santu Lussurgiu. Letteralmente «acqua ardente».
Abbardentaiu / abbardentaia
Il distillatore, la distillatrice.
Filu ferru
Nome popolare dell'acquavite sarda, dal filo di ferro usato per ritrovare le bottiglie sepolte all'epoca dei controlli sulla distillazione domestica.
Judu
«Fatto ad arte».
Feminas de Judu
«Donne di valore».
Carrasegare
Carnevale.
Gualchiere
Antichi opifici per la lavorazione dei tessuti, mossi dalla forza dell'acqua.
Montiferru
Il massiccio vulcanico dell'oristanese, il nostro territorio.

«Il Montiferru non si racconta: si beve.»